
Sono queste le parole di uno spot pubblicitario sulla nuova BMW X1 trasmesso in televisione e alla radio nei mesi di settembre - ottobre 2011 (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=UkuDgoRrzI8). In seguito a una lettura attenta si può capire che ciò che viene detto sottintende subdole assunzioni le quali sembrano voler capovolgere e smentire verità che per generazioni hanno fatto parte del senso comune. Si vuole far credere che la nostra identità non è stabilita da ciò che ci rende veramente unici (impronte digitali, DNA, timbro della voce, ecc), ma bensì da ciò che ci accomuna a tutte le persone che prendono la nostra stessa scelta. Quest’affermazione è disturbante, perché mira a spogliare l’individuo della sua unicità, della sua individualità e dignità e vincolare tutto questo a delle scelte che l’individuo deve prendere per essere Qualcuno in questo mondo; scelte che non vengono dalla volontà dell’individuo stesso, ma sono forzate dalla pressione di un ambiente che obbliga a prenderle per poter avere in contraccambio un riconoscimento e un valore in un posto in cui l’individualità intrinseca della persona viene nullificata. Dove è andata a finire la libertà che vantiamo d’avere nella nostra società? Chi si può ritenere veramente libero di scegliere, sicuro che ciò che sta scegliendo lo desidera veramente e non è stato indottrinato a credere di averne bisogno?

C’è da chiedersi se siamo veramente unici, o siamo soltanto disordinati frutti del caso il quale per qualche scherzo del destino o della statistica aleatoria ha causato la nostra esistenza in questa forma e in quest’epoca.
Se crediamo di essere unici, allora da che cosa proviene questa unicità? Sicuramente la possiamo constatare dalle proprietà fisiche di ogni persona. Nel mondo non esistono due esseri biologici perfettamente identici sotto ogni aspetto; quanto meno possiamo pensare che esistano due esseri umani identici? Non solo, ma il nostro carattere e la nostra personalità sono unici. Allora che ruolo rivestono le nostre scelte in questa unicità della quale godiamo? Cessiamo di essere unici forse perché non prendiamo la scelta di comprarci una BMW o una Ferrari? (Senza voler in qualsiasi modo parlare contro questi marchi.) La nostra unicità va ben oltre la nostra capacità o volontà di prendere delle scelte. La nostra unicità si basa sulla nostra identità.
Ma su cosa si basa la nostra identità? Qualcuno può dire che si basa su quello che facciamo, sul posto da dove veniamo, sulla famiglia, sulla professione, sui nostri dati anagrafici, … la lista è lunga. Eppure ci sono persone che non si riconoscono per niente in ciò che fanno, ne nel posto da dove vengono, ne nella famiglia da dove provengono. Cos’è che definisce la nostra identità? Forse la dobbiamo cercare fuori da noi stessi e dalla nostra famiglia.
Nella nostra società succede un fenomeno molto diffuso specialmente negli strati più poveri. Vediamo che alcune persone si indebitano fino al collo pur di avere un oggetto di lusso del quale possono fare benissimo a meno, ma ciononostante sacrificano i pochi soldi che hanno per poterlo avere. Perché succede questo? Cos’è che spinge le persone a questa follia? Le risposte sono tante, complesse e spesso superficiali. C’è chi lo fa per “tenersi al passo coi tempi”, chi per “comodità”, chi per “farsi bello con gli amici”, chi per “fingere di essere ricco”, ecc, ecc. Credo che l’origine di tutto questo sia una pressione esercitata dalla nostra società e dal modello economico incentrato sul consumismo il quale per poter sopravvivere necessità di grandi somme di denaro in circolazione. Questa pressione trova terreno fertile nella maggior parte delle persone perché queste soffrono di mancanza di una vera identità. La maggior parte delle persone oggi non sanno chi sono veramente e ne qual è lo scopo della loro vita. Di conseguenza cercano di dare un senso alla propria esistenza arricchendosi di esperienze e di oggetti che li fanno sentire importanti. Questo è davvero triste. L’essere umano è un miracolo vivente, un universo complesso e unico che gode di una identità dignitosa ed esiste per uno scopo molto elevato.

Questo testo è stato estratto dal Salmo 139, uno dei libri della Bibbia. Sono parole di un re di Israele chiamato Davide, il quale è vissuto circa 1000 anni prima di Cristo. Questo re era famoso per la sua fede in Dio e per il suo cuore umile. In questa preghiera Davide dichiara che Dio ha di lui, come di ogni altro essere umano, una conoscenza profonda e completa. Dio lo aveva formato e lo conosceva prima che lui nascesse, così come conosceva il numero di giorni della sua vita e la data della sua morte. Dio conosceva ogni suo pensiero e ogni suo movimento – una conoscenza “troppo alta perché io possa arrivarci”.

Nessuno può definire l’identità e lo scopo di qualcosa meglio di chi l’ha creata. Pensiamo a una cosa qualsiasi che abbiamo creato. Una sedia, un libro, un tema, un dipinto, … Noi uomini abbiamo la capacità di creare e nel creare facciamo vedere una parte di noi la quale si esprime inevitabilmente nella cosa creata. Nessuno potrebbe dare una definizione dell’identità della cosa creata migliore di chi l’ha creata. Nessuno potrebbe stabilire lo scopo della cosa creata meglio di chi l’ha creata per quello scopo. Se dunque crediamo che Dio ha creato il mondo dobbiamo riconoscere che nessuno può definire l’identità e lo scopo della vita dell’uomo meglio di Dio, il creatore. Perciò, se l’uomo volesse veramente scoprire chi è e qual è lo scopo della sua vita deve riuscire in qualche modo a entrare in contatto con Dio.
Qui si pone un vero problema. Come fa l’uomo a conoscere Dio essendo di così tanto inferiore a Lui?

La buona notizia è che Dio si è rivelato all’uomo. Dio ha fatto tutto ciò che poteva essere fatto perché l’uomo lo conosca.
Dio si è rivelato all’uomo inizialmente nella natura. La Bibbia parla di questo, ma basta guardarsi intorno per rendersi conto della meraviglia della natura - così affascinante nella sua complessità regolata da leggi ben precise che l’uomo ha iniziato a scoprire.
Dio si è rivelato all’uomo anche nella coscienza. Ogni uomo (e donna) dentro di sé ha una consapevolezza interiore di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato prima che qualcuno glielo insegni. Spesso troviamo che ciò che questa consapevolezza interiore ci dice corrisponde con ciò che Dio dice nella Bibbia. Questa è un’altra rivelazione di Dio all’uomo, per aiutarlo a conoscerlo e camminare rettamente, però, ahimè la voce della coscienza si può azzittire o manipolare.
Il modo principale in cui Dio si è rivelato all’uomo è attraverso la sua parola scritta (le Sacre Scritture – la Bibbia) e soprattutto attraverso la sua Parola vivente – Gesù Cristo. La sua vita sulla terra è stata la materializzazione del senso di tutte le Sacre Scritture e Dio lo ha mandato per far capire agli uomini qual era il senso dei suoi comandamenti e come l’uomo era chiamato a vivere.

Ma Dio ha mandato Gesù Cristo, suo Figlio, soprattutto perché l’uomo si salvi dalla via della perdizione sulla quale si trova a camminare lontano da Dio. Gesù è morto sulla croce perché gli uomini possano conoscere Dio e vivere con lui per sempre. Questo era impossibile a causa dell’ostacolo principale che divide l’uomo da Dio, la sua natura di peccato. Il motivo principale che spinse Dio a mandare suo figlio Gesù Cristo sulla terra fu l’amore per l’uomo. Dio ama profondamente l’uomo e non vuole vederlo perire lontano da Lui, ma vuole che l’uomo viva per lo scopo per cui è stato creato – onorare il suo Creatore e vivere con Lui per sempre. La vera identità dell’uomo si trova in Dio, colui che lo ha creato e va ben oltre il posto dove uno nasce, il lavoro che si trova a fare o l’opinione che gli altri hanno su di lui. Questo non è comodo alla nostra società e a chi la governa, perché fa rendere conto all’uomo di essere importante e di avere una identità unica e dignitosa la quale è indipendente dai perversi meccanismi di valore e potere che mandano avanti il nostro mondo. L’uomo ha davvero una scelta: pretendere di essere libero vivendo secondo le logiche di questo mondo o abbracciare la vera libertà che si trova in Dio.


