- Conosceva i suoi timori (non aveva figli, possibile vendetta dei re sconfitti in Gen 14:14-16)
- Lo chiama per nome
- Abramo apre il suo cuore davanti a Dio e gli dice ciò che lo turbava.
- Non aveva figli. Questo era frustrante perché nella sua casa c’erano numerosi servi e schiavi che avevano tanti figli.
- Chi non ha figli devono riposarsi sul fatto che Dio non gliene ha voluti dare
- Dio a volte trattiene le soddisfazioni momentanee materiali (di questa vita) dai suoi figli e li concede invece a quelli che non lo conoscono
- Non era probabile che avrebbe avuto figli “me ne vado senza figli”
- Un servo sarebbe diventato suo erede
- Quando le promesse di Dio tardano a compiersi, la nostra impazienza e mancanza di fede è incline a farci pensare che non si avvereranno mai.
- Il desiderio di avere un figlio era così grande che nient’altro di ciò che aveva nella sua abbondanza lo poteva appagare “Dio, Signore, che mi darai?”
- I credenti fanno fatica a conciliare le promesse di Dio con la sua provvidenza quando questi non sembrano corrispondere.
- Abramo apprezzava più di tutti i suoi averi la promessa di Dio e desiderava ardentemente che questa si compiesse più di quanto apprezzava l’abbondanza materiale con cui Dio lo aveva già benedetto
- Dio non rimprovera Abramo per i suoi dubbi ma lo incoraggia spiegandogli come avrebbe realizzato le sue promesse. Gli parla della nascita di un figlio.
- Dio si prede cura del cuore di Abramo e lo conquista facendogli vedere le stelle e dicendogli che la sua discendenza sarebbe stata tanto innumerevole e gloriosa (discendenza carnale + spirituale).
- Gen 13:16 – numerosa come la polvere – discendenza carnale
- Gen 15:3 – numero sa come le stelle – discendenza spirituale – gloriosa – i credenti di oggi sono tra quelle stelle
- Dio si comporta con Abramo come un padre con un figlio che ama tanto
- Rom 4:19-21 “Senza venir meno nella fede, egli vide che il suo corpo era svigorito (aveva quasi cent'anni) e che Sara non era più in grado di essere madre; 20 davanti alla promessa di Dio non vacillò per incredulità, ma fu fortificato nella sua fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche in grado di compierlo. 22 Perciò gli fu messo in conto come giustizia.”
- Abramo non credette solo nel Dio che gli faceva la promessa, ma anche nel Dio promesso, colui che sarebbe venuto dalla sua discendenza – Gesù Cristo
- Giov 8:56 “Abraamo, vostro padre, ha gioito nell'attesa di vedere il mio giorno; e l'ha visto, e se n'è rallegrato»”.
- Dio glielo mise in conto come giustizia
- Rm 4:1 Che diremo dunque che il nostro antenato Abraamo abbia ottenuto secondo la carne? 2 Poiché se Abraamo fosse stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che vantarsi; ma non davanti a Dio; 3 infatti, che dice la Scrittura? «Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia».
- 23 Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto come giustizia, 24 ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, 25 il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.
- Noi siamo figli spirituali di Abramo, essendo giustificati davanti a Dio per la nostra fede nell’opera di Cristo
- Dio gli rinnovò questa promessa solo dopo che Abramo ebbe creduto alla promessa di avere un figlio (v. 4)
- Dio ricorda ad Abramo di essere Dio e di avere dunque il potere di dare la sua terra a chi vuole
- Dio avrebbe mantenuto la promessa non ostante l’opposizione che Abramo e la sua discendenza avrebbero potuto trovare nella terra di Canaan
- Dio lo aveva fatto uscire da Ur dei Caldei (alcuni traducono “dal fuoco dei Caldei”)
- Ur era una città importante in Babilonia – pagana. Ur vuol dire Luce o Fuoco. A Ur c’era un tempio famoso della dea-Luna chiamata Nanna.
- Il tempio fu scoperto dagli scavi archeologici nel 1930 e si pensa che sia stato costruito nel 21° secolo a.C.
- Secondo una tradizione ebraica Abramo fu fatto passare per il fuoco per aver rifiutato di adorare la loro dea e fu miracolosamente liberato da Dio
- Il segno che Abramo chiese a Dio non era una mancanza di fede da parte sua – v. 6 – ma lo chiese per
- Fortificare e confermare la sua fede, un segno al quale avvalersi nell’ora della tentazione
- Per la sua discendenza, così che anche loro si fidassero di Dio avendo avuto un segno visibile della sua guida.
- La discendenza di Abramo avrebbe sofferto. Abramo non doveva pensare che la sua discendenza sarebbe stata composta solo da persone come lui che vivevano nell’abbondanza
- Il seme promesso è un seme perseguitato
- Prima dobbiamo soffrire, poi regnare
- Dio ci rivela la sua volontà in modo che non ci sorprendiamo quando la porta ad effetto.
- Le tenebre erano figura della futura schiavitù di Israele in Egitto
- “De 4:20 Quanto a voi il SIGNORE vi ha presi, vi ha fatti uscire dalla fornace di ferro, dall'Egitto, per farvi diventare il popolo che gli appartiene, come oggi difatti siete.”
- La fiamma di fuoco (lett. “Lampada di fuoco”) era figura della liberazione che sarebbe venuta da Dio
- Sal 50:5 «Radunatemi», dice, «i miei fedeli che hanno fatto con me un patto mediante il sacrificio»
- Il nostro patto con Dio è stato siglato dalle sofferenze di Cristo sulla croce.

